
Non potevo attendere. Correvo, per la strada bagnata, indossavo il nuovo maglione di lana fatto a mano, l'avevo rovinato salendo sull'albero d'arancio del giardino non distante da casa. Correvo per paura che la voce di mia madre mi richiamasse. In pochi istanti arrivai alla porta. Passai per l'andito per entrare in cucina, mi nascosi tra le gambe di mio padre, li mi sentivo al sicuro. Nella sua statura, nelle sue mani, negli occhi gli si leggeva la dignità, la discrezione e la serenità di una persona che aveva vissuto lavorando, un lavoro che gli aveva portato via l'infanzia e lo aveva reso uomo prima del tempo. Orgoglioso, non aveva mai chiesto niente a nessuno; gli bastava la famiglia, ed un locale dove lavorare.
Sorrideva sempre, mi portava con lui, troppo bambino per ammirare e capire la bellezza del palazzo vescovile con i suoi meravigliosi giardini al centro della citta, troppo piccolo per capire per quale motivo, nonostante avesse il suo salone, andasse a tagliare i capelli e radere la barba di persone obbligate a letto. Troppo tardi ho capito il senso degli sguardi di quelle persone, quando le salutava portandosi via solo una stretta di mano. Troppo tardi ho saputo delle tue silenziose, segrete. Ho ricordi distanti, offuscati dal tempo, tu che non ascoltavi la musica ma quando sentivi il suono di un pianoforte ti fermavi e rimanevi ad ascoltare e guardavi lontano come se quelle note fossero sospese nell'aria. Tra questi pensieri sono rimasto appeso in una voce che diceva "dovresti prendere l'aereo, tuo padre non sta tanto bene"; lui che non era mai stato male, quel "non stare bene" per me aveva un altro significato: abbassai lo sguardo, mi accorsi che le lacrime erano più forti di qualsiasi altro pensiero. Tutto sembrava molto più lento, sentii dentro uno smarrimento lacerante pensando alle cose di cui avevo coscienza e che rischiavo di non avere più, di non riuscire più a coglierle. Infine la confusione lasciava spazio al silenzio del contare i minuti, quando ogni secondo vale un istante interminabile. Quel che è stato dopo è solo un confondersi di ricordi. E' l'odore della cera misto al profumo dei fiori, i visi umidi delle persone, le lacrime. Non avrei mai pensato di scrivere tutto questo, credevo che nel silenzio potessi trovare la forza per alleviare dolore ed il senso di colpa di non essere stato presente quella notte. Sono passati anni, eppure è come se una parte di me si fosse fermata a quell'istante. Ancora oggi se guardo una tua fotografia. Sento che mi manca qualcosa, non è solo un saluto, penso alle cose fatte ma anche alle parole che ci saremmo potuti dire. Ho desiderato questo più di una volta, lo desidero sempre. E' un desiderio immenso, lo so, ma tutti i desideri lo sono.
La realtà si consuma come una fiamma, i ricordi sembrano un foglio che lentamente prende colore ma che in un attimo può diventare cenere. Conosco la tristezza che ci rende immobili, quei passi d'attesa nel silenzio. Non credo che vedrò mai le onde del mare tornare indietro, ma ricordo tutte le note, i sorrisi, le lacrime. Le parole scorrono fluide su acqua salata, qualche volta le riconosci nel silenzio della notte. La vita è fatta così: ogni tanto un forte sospiro che oggi mi ha portato ad aprire quel cassetto cercando le tue cose che conservo con gelosia: il rasaio a lama, un vecchio pennello da barba, un pulisci-collo in peli di cammello e le tue forbici che nessuno poteva prendere in mano. Ora posso impugnarle sapendo che tu me lo permetti, e sentire il suono inconfondibile delle lame che oggi è la tua voce.
L'agrifoglio agonizzante
immerso tra le fiamme,
in un arcobaleno l'aria densa
profuma di mandorle amare.
Sui passi di una ruvida tela
coloro nudi ricordi
dove il niente è niente.
Un istante
trascina l'inspiegabile,
il dolore è dolore,
una goccia senza soste.
Ogni soffio di vento trema,
lasciando carezze sui silenzi
Non ho parole,
tendo la mano in un libro senza età.
E' in un intenzione che silenzi non conosce,
pensarti, senza chiedere niente
se non ritrovare un saluto non dato
nel battito riconosciuto della vita.
Scritto con un dito di sale da: Ragno000 alle ore 21:03 |Permalink |commenti (16)|commenti (16)(popup) |
These eyes have seen Paradise,
swim as we slip into the sand dune.
Our hearts, our eyes.
I know of that what you have need
I have hands , eyes, heart
I'm not blind, nor a fool
All it passes
I remain
I want to See again
I want to Taste again.
The silence Makes me smile.
Risalendo le spine di una rosa
che spine non ha
con mani ammorbidite di pioggia.
Sospeso propenso contro il parapetto,
oltre linee e vaghe immagini
trattengo la sabbia in tempi silenziosi.
Ho parole che profumano di camomilla,
carta ed inchiostro in relative tonalità
in nuda pelle bianca.
Pensando ai tuoi occhi sorrido
scivolando su dune di sabbia
immagino colori tra pensieri che sognano.
Sei una marea levata in piedi
controvento sul vento nel mezzo di una via onda-allineata
respiro i tuoi sensi tra note indelebili.
climbing the thorns of a thornless rose.
As softened hands of rain
I only see your body
a red wine that is all body
I want to feel the anger a perfect longing.
That the most forbidden pleasures.
I hope you like breathe into your bliss.
Ci sono corde nel cuore quando si sentono quelle note non c'è bisogno di preparare nessun discorso. È solo con il cuore che si può vedere nel modo giusto; ciò che è essenziale è invisibile agli occhi.
"L'uomo è una canna, la più debole di tutta la natura, ma è una canna che pensa: non occorre che l'universo intero si armi per schiacciarlo; un soffio d'aria, una goccia d'acqua bagnata basta per ucciderlo. Tutta il nostro "essere" ha bisogno di pensieri e gesti che ne scaturiscono. A questo dobbiamo richiamarci, non allo spazio e alla durata che non sapremmo colmare".
A volte un gesto, anche il più semplice è difficile da capire, ma un gesto non può cambiare qualcosa, non migliora, non redime, non annienta, non cancella gli errori, non fa meraviglie, non cura le ferite, è solo presente in quell'istante, ed in quel momento si respira. Il cuore fatica ad ammetterlo, anche se quel gesto è stato fatto con animo semplice e spontaneo. Cosa resterà allora di quel segno sul passare delle ore. Nelle confessioni più intime non sempre trovo le risposte; guardo le cose come stanno, ammiro dei petali di rosa che giorno dopo giorno lentamente cadono, ma per questo quella rosa non è meno bella.
Non riuscirei ad amarla appena colta per sempre, perchè anche se sfiorita conserva il gesto, la amo e continua ad amarla, per il sentimento di quel momento e per quello che rappresenta.
Le parole non sono il mio forte, ho conosciuto tante persone, ho visto parecchi posti, ho fatto tanto, tanto ho perso, di tutto questo, ha volte ho conservato il meglio ed il peggio. Attorno a tutte queste immagini, prende forma, fuma nell'incenso degli istanti, um pensiero che mi porta in un altro luogo. E' un'assenza che lascia un sapore dolce, che rovescia del dolcissimo miele... non c'è nè voce, nè suono, se non una fotografia che delicatamente prende forma. Bussy Rabutin scriveva "la lontananza fa all'amore quello che il vento fa al fuoco; spegne il piccolo, scatena il grande".
La risposta è semplice, aspettare quel momento, esiste, la sensazione è quella di aver trovato qualcosa di importante. Questo è fondamentale: è il senso profondo che unisce le distanze, non sono solo rose da scegliere e cogliere con attenzione, ma il senso del sentimento che possiedono.
Un giorno, ero già avanti negli anni, in una hall mi è venuto incontro un uomo. Si è presentato e mi ha detto: "La conosco da sempre. Tutti dicono che da giovane lei era bella, io sono venuto a dirle che la trovo più bella ora, preferisco il suo volto devastato a quello che aveva da giovane. Sono innamorato di lei".
Penso spesso a un'immagine che solo io vedo ancora e di cui non ho mai parlato. È sempre lì, fasciata di silenzio, e mi meraviglia. La prediligo fra tutte, in lei mi riconosco, m'incanto.
[Marguerite Duras]
Non è possibile scegliere o contrattare con il cuore, quando il cuore decide di spogliare le camere più oscure dell'anima ed ornarla di tale perfetto sentimento.
Scritto con un dito di sale da: Ragno000 alle ore 22:06 |Permalink |commenti (22)|commenti (22)(popup) |
Prova ad abbandonare il suolo
permetti alle mani
di staccarsi dal grumulo di terra
che ti tiene stretto.
Meraviglia dipinta
in piccole foglie,
un dolce delirio
sotto il rosso diluvio.
Disteso sul desiderio
sommerso lentamente,
distrubuito nei sensi
respiro all'ultimo momento.
Ti cerco nella trasparenza dei vetri
in un cuore che si ritrova
tra occhi liquidi smeraldi
in nuvole che il vento posa e spande.
Mi chiedo spesso come potrebbe essere vivere in un mondo un po' diverso, un po' meno prepotente, meno disonesto, un po' più respirabile, utopicamente un po' più gentile nel dare e ricevere.
Ma alle volte proprio non riesco a spiegarmele certe cose. E' pur vero che gli atti di gentilezza al giorno d'oggi sembrano delle vere e proprie stranezze, ma quando voglio lasciare il posto in un mezzo pubblico ad una signora che mi sembra anziana e questa mi ammonisce, cerco di porre rimedio, spiegando che non avevo nessuna intenzione di offenderla, e lei continua con un "sei un gran maleducato" perchè non è per niente anziana, le cose da fare sono due: o non ti siedi più, per non rischiare con un gesto elegante di sembrare villano, oppure per quanto possibile, fai finta di niente e continui ad alzarti sperando che quel gesto sia interpretato come un bel vecchio gesto di altri tempi.
Se un uomo prende a ceffoni la persona che "ama" tra la gente che guarda senza far niente, tu ci provi a metterti in mezzo, e ti becchi da parte del tipo un bel vaffanculo, "Perchè parlava? Ma questo non vuol dire essere uomini" ma se non è un uomo che razza di animale potrebbe essere... ma non è tanto questo che disorienta, è il vaffanculo di lei, con segni inconfondibili sulle guance, che ti urla perchè mi sono messo in mezzo.
"Ma adesso dove si può andare? Vi hanno mai colpito con uno stivale? A me si. Vi siete mai beccati una mattonata tra le costole? Io di mattonate ne ho rimediate abbastanza. Ho provato di tutto, accetto la mia sorte, e se ora piango, è soltanto per il dolore fisico e per il freddo, perchè il mio spirito non si è ancora spento... è tenace, lo spirito di un cane." Bulgakov ha descritto così bene il tentativo di trasformare un cane in uomo, ma li era spirito umano innestato, che si abbassava al livello animale in una situazione grottesca, eppure tanto credibile da pensare che forse sarebbe meglio innestare in molti uomini il cervello di un cane.
Dont tear me up.
Life is rich, but it's way too short.
But I dream of you constantly, you'll be my angel of light
And in the dark rooms of sleeplessness
You'll be my lover each night...
Life is a bitch, it's way too short
Unlike a politician it just can't be bought
Think about the tenderness, and think about the craziness
And if you ever wanna hate me come and
Stick a knife right in my chest.
La vita è ricca, ma è troppo breve.
Ma io ti sogno costantemente, sarai il mio angelo della luce
e nelle scure stanze dell'insonnia
sarai la mia amante ogni notte...
La vita è una puttana, la sua strada è troppo corta,
diversamente da un politico non può essere comprata,
pensa alla tenerezza, e pensa alla pazzia
e se vuoi odiarmi vieni e mettimi un coltello esattamente nel petto.
[Lyrics Mick Jagger]
Sarò un sognatore, ma sicuramente un cane possiede un cuore. Pensa alla tenerezza di un sogno, di un amore, se non mi ami per questo, vieni e mettimi un coltello esattamente nel petto, esattamente un pò alla mia sinistra.
Scritto con un dito di sale da: Ragno000 alle ore 20:47 |Permalink |commenti (20)|commenti (20)(popup) |




