
Perché tu possa ascoltarmi le mie parole si fanno sottili, a volte,
come impronte di gabbiani sulla spiaggia. (P.Neruda).
"En la canción de las aves por la noche
Atraer estos ojos y aprender a ver la vida".
Un silenzio tra polverosi lamenti di distorte psicanalisi tra zavorre di fuoco puro. Le senti le parole "...e chi ha detto che bisognava mettere le virgole?" Vieni salvami, angelo, demone. Sono? Sento? Indietreggio nelle parole mentre mento alle mani e dall'abisso sordo il mistero la disfatta fatta città di indifferente noia nel languido silenzio di questa estensione di braccia.
Le intreccio tutte in una collana infinita
per le tue mani bianche
esercizzare i demoni
profanare la memoria
con il rumore del silenzio.
L'opposto di me ha il cuore
nel luogo corretto
tra linee di giunzione perfette.
Camminando tra sottili confini
ammaestrando sguardi
graffiando la luna nel fondo del pozzo
maledicendo certi quesiti
"alla ricerca di un pensiero superficiale
che non faccia male".
Faced the moon
Where were you?
When your conscience whispered,
the vein lines stiffened,
you were walking with the
shadows.
E si divide il vuoto, con il rifiuto ottuso della mente, mentre ascolta, mi nascondo, tra un passo di danza, e la memoria feconda di un un sogno che esplode dentro in un torace opaco. Il suono del lampadario che si spegne sull'alleggiare dell'alba, in un rigetto allergico alle buone intenzioni mentre costringo i solchi a cadere come nubi. C'è un cielo che tramonta tra pezzi mancanti ed il ghiaccio assente di un altare di cristallo nella nebbia dove si nascondono le fortezze dei pensieri nei momenti in cui tutto tace alle solite condizioni.
La certezza che nulla sia difficile
morire o pur rivivere.
Se il mare non si rovesciasse nel blu
Se la notte non fosse scura
Se la terra non fosse il mondo
ma un cielo infinito.
A volte cerchi le tracce in una parola mai ascoltata ricompongo il tempo sopresso provo accendere con la spina giusta la luce giusta, negli angoli preferiti tra cuore ed anima. Si allentano le strade, gli occhi bruciano, le palpebre sono stanche di sbattere e battere, fremiti nascosti, dispersioni che inchiodano le unghie nella solitudine della bianchezza non lavata di un muro. Ma tutti i chiodi si possono spostare come una struttura a formule distinte dove leggi le ultime sillabe in un'infinita saggezza e farne tesoro. Dammi un emozione voglio dormire composto su un comodino accanto alla lettera che non ho mai letto incurante della qualità dei sogni, perchè a volte li trovo incartati su una radice quadrata in semplice carta da pacchi. Arrivano da luoghi impensati, arrivano a colori nonostante quell'ammuffito preservarsi in un concetto di amnesia, dove ovunque posi un peso, ritrovi stupito una rosa tra strade distratte che si perdono tra i non so di certe domande.
La vita è come una rosa nel veleno vestita con l'abito da festa della domenica, dalla dolcezza di un attacco epilettico ed il fuorviante canto di una sirena che con il clacson sotto casa perde i pezzi per strada tra stranieri noti un po' a tutti. Abbiamo tutti una cosa in comune un sentimento misto di felicità, tristezza, dolore, colore, senso di un posto di appartenenza. Le voci si fissano nel sonno profondo soppresso in un mondo in modo sobrio. C'è sempre qualcosa da dire, basta trovare un modo, un nodo in un pentagramma dalle note distorte che sbiadisce in un desiderio che non trovi nell'eco espresso con una goccia di lacrima.
I know the pain you are feeling
Deep in thought
letting out a sigh
It always has something to say,
soft hands traced
only for a moment
all truth shall keep
as I send this note to heaven
in the silent secret.
La stessa luce del mattino, continua ad illuminare filtri saturi che distaccano l'intonaco delle pareti,quasi per non sentirmi ingombrante mentre qualcosa incombe sotto le dita, ora ti taglio ora ti taglio, smetterai di rompere le palle, mentre i pezzi mancanti li incollo un po' dove mi capita in quello che non c'è. Che fischia negli occhi di qualcuno, e' un fascio di nervi nello stomaco di una lucertola, nella scia di una lumaca che sorride mentre guarda quanto è piccolo il mondo, mi chiede cosa vorrei... in un silenzioso segreto sono una parola che non esiste, mentre i numeri diventano persone posso tenerti la mano e pensare quando un giorno, appena un secolo fa, avevi la pelle come la luna. Solo un momento in un posto vacante, qualcosa rimane ma non so cosa, il tempo che infuria accarezzando il viso, trascinandolo su questo fondo in un gelo non comprensivo. Come una pietra cado tra iridi profonde, in un certo mistero, "dunque non è forse questo che fa la vita?" Mentre qualcuno si fa una sega, un uomo riposa, su un cazzo di letto bianco appena fatto, mentre cerca disperatamente l'affinità semisintetica dei recettori mu, kappa e delta mi dice "non pensare troppo con la testa, perchè a volte le persone sono solo troppo stupide, e ragionano con il culo, specialmente quando vedono quest'ultimo cominciare in maniera seria a sanguinare. MI chiedo il perchè sono il protagonista... è una cosa che va a cicli, adesso è venuto semplicemente il mio momento... ma non vorrei morire galleggiando nella merda"... Non dire che non hai visto il letto e chi alzava la ragnatela per dare del tu al vuoto rimasto...un tonfo uno scroscio tra le pupille rotolando dentro in un fluido divenire" dove un cane si perde mentre aspetta chi non vedrà più, e chi più di lui sa insegnare, aspettare... farsi voler bene, Che cazzo vedi Indaco quanto sei stronzo, ho altro a cui pensare, poggio lo sguardo ritaglio restanti secondi di respiro... Ah dimenticavo ti manda i saluti Pettyword da parte di Vivianne.
And once again we are forever alone again
Nothing's hard Out in the red
Faced the moon
… i just would have said trembling and brave hands flow
with a sweet sense of breath upon the neck…
never once let my eyes wander away from her...
My real guardian angel
Scritto con un dito di sale da: Ragno000 alle ore 09:43 |Permalink |commenti (33)|commenti (33)(popup) |




