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Posted by Ragno000 Alle 09:09 - lunedì, 01 giugno 2009

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Io mi auguro di avere in casa:
una donna sprovvista di prudenza,
un gatto a passeggio fra i libri,
un ragno a tessere nuvole davanti al mare
e in tutte le stagioni Indaco e Orazio a contare
di cui non posso far senza.

[Ragno meet Apollinaire]

 

It's just like it feels
What you thought you need.

 

Alle volte i giorni si ingarbugliano in immagini asincrone nello spazio della normalità del giorno puoi rimanere in casa, uscire, trovare un parcheggio nel posto più stretto, o solamente riuscire, fare ancora due passi, provare a far tardi, o soltanto attardarsi. E' sufficiente aspettare per ritardare, ma non puoi stare in attesa per mantenere una "parola data" "Lo sai le promesse vanno mantenute". Vado fuori, chiudo, dimentico la chiave, guardo la strada... e guardo il balcone che dovrò saltare. "Hai considerato il cielo, Cristo, quante volte ti ho detto, di non farlo?" "E' un vuoto di memoria che ruota intorno a delle gocce d'acqua perfettamente perpendicolari dal naso all'insù" "Potresti chiudere gli occhi e e vedere cosa arriva dall'alto" "Guarda sono scalze sopra mulini che rosicchiano polveri di diverse farine, assomigliano vagamente ad un libro di Cervantes dove tutto è bizzarramente coalescente, «Se mai quei signori volessero sapere chi è stato il valoroso che li ha ridotti a quel modo, dirà che è il famoso, il quale con altro nome si chiama...» "A me sembrava..." "No non dirlo" Il sotto maschera, un altro indifferente inchino di una distanza percorsa tra mulini a vento e suon di mani in tasca, piccoli ciuffi scomposti, da riaggrappare con le due dita unite a puntino che sembrano lance. "Ci vuole tanto a capire che hai sbagliato persona, sono passato, è vero, ma è stato un errore. Eppure ho spento la luce per non essere visto" "Il tempo fi è mancato di colpo". "E' solo forato, Signore". Io m'accorgo, t'accorgi, m'accorgo che stiamo guardando la gomma bucata, la portiera rigata, il paraurti incriccato il fanale sospeso nell'aria che sembra il dispetto del giorno, resisto e penso all'oroscopo, sia chiaro: tra un "forse" e una confessione, rimane solo una nitida  incontestabile certezza... un giorno il corpo ridiverrà carne a partire dall'osso sacro e tutto potrà essere scritto o quantomeno riscritto, magari più accordato, scambiato con poco per poco.

 

Please they're so kind
Can you hear me scream?

 

"Penso ad altro nagari una meraviglia dentro un ebbrezza sarebbe come di colpo conservare una stella dentro una bolla di sapone" "Il preseupposto è la risposta alla dichiarazione, il rischio è la condizione, il chissà è l'improbabile" "A sentimento avrei detto che era così, ma non sono un buon giudice e viene difficile credere a quel che racconti".

 

Something so beautiful
That everytime I look inside.

 

Non devi necessariamente ben pensare o credere a quello che dico, il comularsi lento del senso, quando non riesci  più a fingere considerando il controsenso, come uno scherzo che pedina le tue impronte. Tieni strette le labbra indurite dal maestrale per ogni desiderio che hai solamente pensato, immaginato e strappato al caso sul fiato dove tutto conta e scompare. "Dovrebbero incatenarti" "Chi" "Costoro" "Chi ti spinge in discesa e ti brucia" "Io no, anche se ho un accendino nuovo bellissimo" "A guardarti sembra che resisti, non c'è niente di più pericoloso che sentirsi nel dubbio" "No non mi troverai, ho anche gli occhi chiusi" "Userò un orologio che segna sempre lo stesso passaggio" "Morirò di paura al buio" "Quando sei vicino suona la sveglia", "Ho una campana di ibisco così quando sarà il momento saprai ..." "Hai smarrito il tempo, nell'ultima mossa del fante che ha perso il cavallo sotto l'arrocco delle torri. Eppure mentre stai ancora sull'ala, nonostante i pezzi, sembra di ascoltarti con quella voce che nessuno intende".

 

Physical graffiti: And yes they'll ask you where you've been.

 

Ci sono immagini che restano nella memoria, come se le avessero delicatamente posate a calci nel culo tra pop corn e sorrisi colorati appena abbozzati . "Non vado al cinema  non saprei dirti" "Neppure io vado al cinema, che tutte quelle sedie avvertono in modo vago, un indefinibile senso" "So che deve aver lasciato qualche traccia da qualche parte" "Segui i resti per un vicolo sconosciuto, quello ottenuto per essere così. "Oh, hai sbagliato proprio persona, volevo solo essere un pò divertente e non sono mai stato capace a giocare a scacchi".

 

And you thought it was only in movies.
I'm standin here feeling red.

 

Mi fermo dietro l'angolo ad ingannare l'attesa, con la lingua che si protende tra le rughe di un prato, soffocare il ghigno, il pudore, l'insofferenza, il suono anomalo di un pianoforte perfettamente accordato, poi sorrido pensando che avrei potuto leggerle sotto il tovagliolo quelle parole come un riflesso dentro lo specchio, "Non c'e' nulla di più incantevole del volo dei gabbiani sotto ad un cielo che  mastica i primi bocconi di tempesta".  L'aria ha il peso che sposta i pensieri un po più in là, non una pretesa forse soltanto un desiderio che forse si capisce ma è imprendibile. Magari un bicchiere da svuotare, su una panchina a ridosso delle nervature del mare. "Chi sei questa volta? Soffi pietre nell'acqua, mentre le conchiglie se ne fregano del bel tempo, dei morsi alle caviglie, dei sassi roventi sotto i piedi e delle scintille nelle palpebre al largo come baci dei bisogni insodisfatti.

 

How does it feel.
How does it feel.

 

Sorseggiami dopo i tramonti
saprò di succhi mai spremuti
discesi in vertebre arruginite.
E' un corallo che simula il verso di un collo
allungandosi in altre spiagge
dove giacciono arenate reti
intrise di ricordi seleni in tutte le forme.
Raggiunti alle punte
i capelli di un fumo intenso
da aspirarne colore
vorrebbero
gli occhi giacenti su piedistalli restituiti al marmo
con la sola spinta del soffio
un ghigno affiatato,
tendere
labbra a pesare la differenza
fra il folle peccato e la dolce follia di tutto il sentire.

 

Posso indossarle sotto guanti di fil nero d’agata gli artigli taglienti,
lucenti come rasoio, profumate di lavanda e acqua di rose
.

 

I don't need
everything rests on my heart.

 

"E' caduto un crocifisso mentre le ascoltavo" "Irriverente" "Irreverente? Era un quadro bellissimo" "Come un quadro?" "Si tentava di inchinarsi scordandosi che il chiodo sosteneva la cornice" Avresti dovuto fare il matematico ma alla fine hai capito che i conti non tornavano, la fisica non ti ha mai dato l'ora esatta e i teoremi dimostrabili delle cose. "Pensavo al dipinto di Salvador Dalì" "Folgorante" "Lui?" "Gli orologi" "L'uomo come gli orologi" "Sei banale" "Senti chi parla" "Beh non cambia molto gli uomini sono orologi" "Non lo sapevo" "Neanche io" "Come l'hai capito?" "In qualunque posizione, le braccia, una è sempre più lunga dell'altra" "Stai provando?". "Prova, invece di sprecar tempo, a descrivere la mano che tiene sospesa la limpidezza di una bugia". "E' incandescente come un ghiacciaio e possiede la ruvidità della bufera", "Stavo per chiederti proprio questo.. è tutto vero?" "No è solo  una mezza bugia, più o meno come quando si ama così tanto da non riuscire a dire a chi ti sta accanto - sto per morire - negando ogni realtà". "Potresti per una volta esser più semplice?" "So solo che si potrebbe star meglio senza complicare tutto". "Allora, il buon senso suggerisce di far finta di niente per tutto l'inespresso, insensibile reciproco stravaso". "Ti infili nel pensiero senza chiedere  perdono, con l'irruenza del verso sbagliato all'occorrenza dissolvendoti tra nebbie fameliche di salienti delusioni". "Ora dov’è sei, dove stai, dove cazzo stai andando e sopprattutto dov’è sono quelle scarpe lucide, in fondo non ti hanno mai portato lontano". "Se qualcuno, o chi per te potrebbe pensarla diversamente, ricorda la verità va detta: è spiacevole... ma la verità va detta" "Ma sto mentendo..." "Bene, fafanculo che di spazio in bocconi nè abbiamo fatto la nostra sete compatta come libri in scatoloni".

 

It will be worth it.

 

Se non ci fossero le nuvole il cielo dovrebbe inventarle, senza scomodare nessuno, che alla fine sotto ci sono le solite strade, porte semichiuse che difficilmente si ha il coraggio di chiudere. Tombini che affogano, luci che mai sono state accese, ascensori fermi, piazze deserte, crepe, muri dipinti, che la tinta è un errore. "Nella rotonda tra incroci e semafori che si insultano a vicenda, a volte lo vedi?" "Chi?" "L'acchiappanuvole seduto sulla panchina lancia coriandoli, cercando di curare gli strappi aretrati. In una momentanea schiarita del cielo..". Appunto l'attenzione su dettagli senza importanza, un ombra bizzarra fa le fusa sul fianco proiettandosi di sbieco per sparire furtiva dietro l'angolo.  Ricordi, eri agile, saltavi sopra il tetto, veloce da non aver mai pensato ai tuoi occhi - screziati di metallo e calcedonia - con un nome. Lo ammetto ho stretto i denti mentre - Profondo e freddo, colpivi tagliente come un dardo - saltavi inaspettato con tutta l'improbabilità di arrivarci, un piccolo segreto per disobbedire a chi non riesce a spiegarsi che ti perdi per poi ritornare - fluttuante con un profumo sottile ed un pericoloso effluvio - sultano del cielo delle tegole erotiche, del vento dell'amore all'aria aperta. "Piantatela voi due, credo lo ricorderò come "Gatto" è un bel nome... Ecchecazzo. Non ci vuol troppo tempo per capire che si può star bene anche solo con l'ombra e un sorriso, prendo atto della situazione ed aspetto il successivo salto .

 

Non c'è molto da dire
inciampo in complicanze dimenticate ma non scordate
a volte bloccate sulla finestra
cercando tra gli scherzi del tempo
la ragione per vivere
la ragione per morire
la ragione per capire
e tutte queste cazzo di ragioni
fin quando crollo e sogno,
che non ho bisogno di ragioni.

 

"Sembri così romantico, si fottutamente romantico" Solo ieri, agitavi la coda al di la della strada lasciando che fosse l'asfalto a declamare con vivacità sorprendente ogni variazione sul tema proposto. Così tra direzione inaudite, nel volgere di pochi istanti e tra una danza del latte e l'altra, le cose diventano talmente vaghe da scoprirne il passaggio. E' così, non è possibile riprendersi tutto il troppo, rimango senza parole e cerco di capire se si può star bene senza. Non parlo, vibro come un ragno "Sei incostante" "Si ebbene fafanculo, sono incostante è assai poco importante, del resto, che la ragione  di una dedica venga compresa" "Ma poi è davvero necessario capirlo, potresti esser tu e chiunque, in definitiva è indispensabile che sia stato scritto per qualcuno? Quasi come fosse un rosario per ripulirsi dai sassi e dei rovi". Prenditi tutto compresa l'amministrazione dai pochi dei centimetri di ragione rimasta ma:

 

Lasciami i ragni
e le tele sparse di ciglia.
Graffiami la parola
che la possa disperdere fra  nuvole
ed il fruscio del maestrale
tra le sue chiome oscure.
Ammetto la supplica
in una parola convessa
tra nomadi incoerenze
rendimi il tovagliolo.

 

"E tu Orazio del quale speso hai vegliato gli incubi ,dal quale con mano leggera Indaco dissipava vegliandone il sonno "... lo sapete anche voi...

 

Con il gatto capitò in tempo reale che ci guardassimo di rado, spesso per capirci. Di una cosa sono sempre stato sicuro: Quegli sguardi qualunque cosa volessero dire era una sincera verità. 

in: orazio, indaco
Scritto con un dito di sale da: Ragno000 alle ore 09:09 |Permalink |commenti (14)
Commenti
#1    01 Giugno 2009 - 14:17
 
come a lanciarsi: finestre
le ho guardate sfiorite
e ho porso lettere sulle labbra
in movimento frenetico quanto i petali sparsi
quasi male
le distanze si percorreranno da sole
hanno bisogno di redini gli amanti
che dicono gli abbracci
essere il fondersi dei corpi

suggellare ogni resto
ogni pretesto e' buono per non decollare
tagliare i fondi di un bicchiere con un'unghia incarnita
per l'attesa
dubbia provenienza dei pestilenti profumi di pelli
pelli che combaciano solo se riposte ad essicare su una panchina
accanto ad un sacchetto di lacrime mute
laddove il conforto e' un urlo che si sbraccia
nicchie dove le zampette s'incastrano, per quanto piccole
sotto gli occhi una cascata d'incandescenza
la promessa di darsi un angolo, uno solo per volta

ruggisce la nuvola
del nascondino
sa solo la conta

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#2    01 Giugno 2009 - 15:55
 
ecco torno.perchè per ora mi son persa in quel gatto fra i libri che alza la coda
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#3    02 Giugno 2009 - 10:17
 
Mi rendo sempre più conto di non capire :)
Spero davvero tanto che l'incipit sia benevolmente profetico...
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#4    07 Giugno 2009 - 19:32
 
Come entrare
in un labirinto di specchi
vedersi in più forme
e annaspare un respiro
cercando l'uscita.
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#5    10 Giugno 2009 - 08:15
 
il tempo.
il tempo.
è uno sguardo che evolve
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#6    16 Giugno 2009 - 21:24
 
ho scoperto solo ora cos'era.



le ignoravo il significato: quello era il motivo del mio privè.




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#7    17 Giugno 2009 - 23:00
 
Ieri eri tu che mancavi. Sarebbe stato così bello stare li insieme. Ti ho pensato tanto e in un certo senso, insieme lo siamo stati :)
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#8    20 Giugno 2009 - 08:40
 
Che bella musica che c'è qui.
Mi metto comoda. Mi passi il vino?
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#9    27 Giugno 2009 - 01:17
 
io dico che il tuo blog.
o devo usare per farmi una bella fumata.
sisi.
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#10    27 Giugno 2009 - 09:46
 
the spider and the cat

Buon compleanno :)
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#11    29 Giugno 2009 - 17:47
 
a testa in giù
-appesa-
osservo stormi di corvi
mentre la notte si fa frangia
che mi cade sugli occhi
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#12    30 Giugno 2009 - 22:22
 
Manca qualcosa...
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#13    02 Luglio 2009 - 02:19
 
... profumo di tiglio e pioggia nell'aria stanotte, e naso all'insù, a guardar le nuvole che si rincorrono giocando a nascondino con una luna così luminosa da far brillare questi miei occhi addormentati e felici.

E penso a te. A noi.

Dentro ad ogni mio respiro ci sei tu.

[...]
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#14    28 Luglio 2009 - 16:21
 
torbido visionario.
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