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Posted by Ragno000 Alle 02:00 - martedì, 01 gennaio 2008

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Nel cuore
traspare la luna nel sogno
Respirando brezze
che dilagano misteriose
su infiniti momenti;
un fiocco di neve
sussurra
venti caldi attraverso il pensiero di te.
 

 

Di colpo arriva, aspetti da anni, ma non sei mai sicuro, tante volte le parole sono sorprendenti, ed i pensieri sono una deflagrazione di sensi, difficile descriverli è molto più semplice immaginare i colori che si confondono nella luce soffice, calda, che rende la notte velata di mistero. Sorseggi un buon bicchiere di vino, il vino è come una donna un miscuglio di dolcezza ed eros, non si può mai sapere quali dei due prevalga, "Scenderò in fondo al tuo petto, come un ambrosia vegetale. Sarò il grano che feconda il solco scavato con dolore, La nostra intima unione creerà la poesia. Noi due insieme Saremo un Dio e volteggeremo verso l'infinito, come gli uccelli, le farfalle, i fili di ragno, i profumi e tute le cose alate". Ecco ciò che canta il vino nel suo linguaggio, nell'irresistibile passione amorosa e della suà morbida sensualità. "Un viaggiatore solitario è un demone", dice un proverbio marocchino, ci sono dei momenti nella vita che assapori quella solitudine rimani li, ti piace quel suo gusto quando esci per le strade, tra la gente che vuole avvicinarsi a te, hai qualcosa che nessuno riesce a descrivere negli occhi, qualcosa che tutti vedono ma non capiscono, solo io lo sento, solo io sò, in realtà non sono solo, sento quell'ardore condiviso, che tra dita di madreperla mi sfiora per placare la sete dei desideri, mentre febbricitante brucio con loro.

 

"Chi vuole l'amore senza fatica, passerà la vita inseguendo un sogno impossibile." 

 

Se penso a te le parole sono una cascata, vorrei che lo leggessi mentre ti abbraccio, se fossi uno scrittore, di carezza in carezza riuscirei a scrivere una favola che sa di mille e una notte quelle favole che sembrano comunque fuori dal tempo, che gli arabi chiamano "alf laila wa laila" è vorrei sentire la tua voce leggerla per rendere reale questo senso. Una magia così è difficile da incontrare fra marciapiedi e sguardi incomparabile dove la bellezza del tuo viso, della tua voce si confonde con il fascino del tuo scrivere tra profumi ed effluvi speziati, di luna che splende nel cielo, di melodie cantilenanti, di una stagione diversa tra profumi e grida sconosciute. E' un carezza per l'anima senza troppi perchè, dove hai paura che qualcosa porti via questa soffusa meraviglia, che sa di dolce tepore, dove tutto profuma di te, così lontana e cosi inspiegabilmente vicina, dove i sentimenti si perdono per il gusto di cercarsi e ricercarsi ancora nelle notti di questo freddo inverno, che raccontano di calde carezze sotto le coperte di mani che si sfiorano e si dicono che tutto è possibile, tra spicchi di luna, cieli attaccati al soffitto che parla di noi, di silenzi accordati perchè le parole non servono ed i pensieri scivolano tra i desideri. Eppure quando sento la tua voce, tutto è possibile, mi sciolgo tra le tue domande, se mi chiedi il sapore del mio bacio, mi perdo nel tuo incrociare le gambe sul letto vestito di rosso, fra le mani la tua tazza preferita, si quella blu cobalto con le stelline bianche che non ho mai visto, ma la vedo sai, fumante di camomilla.

 

"Sentirmi scivolare dentro un'affetto che lega senza stringere..."

 

Si mi leggi nell'anima, ed io mi sento disarmato, non trovo parole, perchè le vorrei uniche Cosa ho, cosa sento, cosa hai, cosa senti, quel gusto di non so cos'è questo sentimento che fa paura eppure è così, a volte basta poco, i problemi diventano più leggeri, non è solo una pura semplice questione di parole... non posso fare altro che chiedermi se questo l'avessi mai provato prima.
Ed ora più che mai vorrei rincorrerti, afferrarti, sentire il calore delle tue mani, così dolce così femminile così donna. Sospiri, pressioni, sfioramenti, vibrazioni... dove i sentimenti sono un fiume in piena che con impeto si rinnovano continuamente, tenendomi in apnea dove tutto è una passione ed un tumulto travolgente. Cosa si vede. E' bello? Trovera il suo posto? Lo leggero? Lo leggerai? Un fiume tormentato di domande, che porta, un sorriso mentre tu rispondi cos'è ... Per adesso è solo inchiostro ... non voglio spiegare niente, quando ti chiedo vorrei vederti, sentire il gusto del tuo sguardo in silenzio abbracciarti. A volte non riesci a dormire perchè mentre aspetti sai correrei dritto da te. "Ma c'è un pensiero che sta quì, fisso tra l'anima ed il cuore, senza cui mi sentirei ostaggio...". Chiudo gli occhi provo ad intuire quello che desideri, aspetto, il tempo si plasmi sui pensieri, risale lento sul corpo,  tra l'anima sfilata, a volte pesante come un macigno, a volte candida come una piuma ogni movimento è in attesa. Leggo il tuo respiro, definisco i contorni con le dita, tra piccoli puntini neri di bacca di vaniglia macinata. Ed in quadrifonie perfette, sentirsi sospesi in un cielo, che si distende nel cuore, con le sue stelle che si spandono ritrovandosi a vicenda.
 

 

In tempi senza cielo
su spazi vergini
ho cercato seguendo infinite scie.
Rumorosi battiti di cuore
disegnano strane figure
nel fondo di una volta infinita.
Tra sogni ritrovati
nei colori desiderati di un fiore
mostrami l'essenza del silenzio
quando la luna si nasconde
tagliando con la sua ombra di netto il cielo.
c'è un'attimo di meraviglia e lacrime
quando le strade si riflettono
in un filo teso di festa.
Trasuda l'assenza umida
dal fiume di pensieri
un lento scorrere
di parole cristalline
che sollevano dal basso
il sorriso ed il desidero di te.
 

 

Ed in questa notte di mezzinverno, ancora un pò della tua voce, ancora un pò delle tue parole ho tempo per ascoltare, ti tengo stretta a me...

in: life, thoughts, elementum
Scritto con un dito di sale da: Ragno000 alle ore 02:00 |Permalink |commenti (16)|commenti (16)(popup) |

Posted by Ragno000 Alle 17:30 - venerdì, 07 dicembre 2007

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Tu che di un pentagramma hai solo l'ultima nota
sbadiglio l'ultima indigestione di meraviglie portate negli occhi.
Quando piccole giunture ancora legano il cuore.
E' il respiro un solco solitario
come l'inacerbire di una costante malacca
che a stento sostiene il passo
su occhi dispersi senza posa.

 

Tu che parole non hai tra gli occhi
hai sgranato l'ultimo rosario
tra i chicci di un frutto fuori stagione
quando le crepe sono diventate fratture
precipitando dai tuoi pensieri su un'incostante stretto
il dolore della carne, del sangue del niente
dove piume incomprese hanno ali che non possono spiegarsi.
 

 

E’ in quel cielo ho disegnato quel vento tra tende di porcellana dove filtrano correnti incantate in spazi silenziosi dove improvvisamente prende vita un'onda anomala nel pentagramma della vita...dove c'era un'apparente calma diventa luogo di una tempesta improvvisa... un sussulto: in un attimo, di colpo, esplode, si contorce, si snoda, si sfiora si intreccia, ritorna al suo cammino in un vortice di sorrisi, , respiri, parole, qualche lacrima, amori, speranze, disillusioni. E diventa inutile cercare ripari negli anfratti più nascosti... un violento contrarsi della coscienza di chi ti cerca sa dove trovarti... E tu, allora, scruti il cielo con la speranza di trovare un raggio di luce affinché una incredibile frammentazione di esistenze è sussistenze ti afferrano in un lampo di consapevolezze multiple, ampie quanto sono intensi i mesi, i giorni, le ore e i secondi, passati. Su quest'isola sulle frontiere degli uomini ci sono figure avide che attendono quel momento ne sentono l'odore... sembra che vogliono portarti via l’unica cosa che ti è rimasta la carezza di quello che eri, che sei, sai di poter essere e quello che vuoi. E’ son sempre io nonostante qualcuno cerca sempre di metterti in discussione, ma si può sempre guardare il cielo al di là delle nuvole.

 

Ragno meet Borea.

 

C'ho un po' di traffico nell'anima, non ho capito che or'è
C'ho il frigo vuoto, ma voglio parlare perciò, paghi te.
Che tu sia un angelo od un diavolo, ho 3 domande per te:
Li pago tutti io i miei debiti, se rompo pago per tre
quanto mi conta una risposta da te, di su, quant'è?
ma tu sei lì per non rispondere, e indossi un gran bel gilet
non bevi niente e io non ti sento com'è?
Perché?
Perché ho qualche cosa in cui credere
perché non riesco mica a ricordare bene che cos'è.
Lo so che fila c'è ma tu hai un attimo per me.

 

Ligabue Hai un momento Dio? 

 

A parte che ho ancora il vomito per l’ipocrisia che ho visto in questi giorni… è peggio,  per le facce che riescono a  fare. Preferisco guardare il viso di qualcuno che la vita ha negato tutto. Mi chiede “rimani”, ha capito anche lei, mi abbraccia, non vede, ma sente che non resterò. Lo legge nei miei occhi più di me stesso,  quella stretta rimarrà per sempre sul  cuore. “Non posso stella”,  gli chiedo di fare una cosa per me, “ricordati devi respirare”, mi stringe la mano,  con voce flebile, quasi incomprensibile, pronuncia il mio nome è dice “si”.

in: life, elementum
Scritto con un dito di sale da: Ragno000 alle ore 17:30 |Permalink |commenti (9)|commenti (9)(popup) |

Posted by Ragno000 Alle 21:46 - lunedì, 03 dicembre 2007

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Sorge legittimo un dubbio quando stai per scrivere, tutto ruota intorno ai pensieri che in quel momento hanno acceso un ingranaggio invisibile,  ma d’altra parte non ci sono altri mezzi per sostituirsi ad essi.        I pensieri non corrono il rischio di restare invischiati, chiedono solo il bisogno di essere ascoltati senza rimanere in posizioni sterili, anche negli stati di perfetta incertezza, quando tutto sembra cadere nel vuoto. La verità che il pensiero si stacca da tutta quell’estetica,  perché in essi si ritrova tutta la libertà, le ansie, le tristezze, i sorrisi, dal gesto dissacratorio, al gesto dell’amore più puro che va oltre ogni logica.  Siamo idolatri di stilismi e purismi esagerati, e se qualcuno sacrifica il bel ritmo di una frase e magari la proprietà del linguaggio, nel tentativo di dar respiro a quello che semplicemente gli occhi hanno visto, allora in quella trama sottile, i pensieri diventano un rumoroso silenzio.
C'è una pazzia dello scrivere che si ha dentro, una pazzia furiosa, la scrittura è l'ignoto. Prima di scrivere non si sa niente di ciò che si sta per scrivere l' ignoto di sé, se si sapesse qualcosa di quello che si scriverà, prima di farlo, prima di scrivere, non si scriverebbe mai, è come sorridere, come uscire da un sorriso che ti riporta sempre, e solo, a sorridere come un neonato che nessuno a mai insegnato il sorriso. Prima, è la domanda più pericolosa che ci possiamo rivolgere, perché sai che non puoi mentire a te stesso, perché le domande a volte sono li sempre presenti, come se, quella domanda è la tua domanda, vorresti non pensare, perché sei stanco, perché la giornata è stata lunga, qualcuno ti ha fatto sorridere, qualcuno ti ha reso triste o tremendamente felice, allora stai li in silenzio e magari arriva quella voglia di prendere un foglio ed una penna per scrivere, perché scrivere è come il vento, è nudo, è inchiostro, è lo scritto, è il tuo spazio vuoto da riempire proiettato nello spazio del pieno dei tuoi pensieri e passa come niente altro passa nella vita, niente di più, se non la vita stessa. E’ una vertigine che porta al di la del tempo , poi un pensiero, che sta li sulle labbra e ti accorgi che sale dal fondo, molto profondo quando vorresti scrivere qualcosa di speciale per una persona speciale …
Dire parole, scrivere, sono valori di tutti… pensieri che ciascuno intende, magari scriverle con il cuore,  in attesa di un sogno per sognarlo fino in fondo. Perche a volte qualcuno riesce a farti amare quello che non pensavi fosse possibile amare, ti svegli durante la notte perchè l'aria è tremendamente fredda, è senti un’ incantato odore d'autunno che sa di frutta secca e castagne... sarà un' inverno rigido quest'anno, questo non è un mio pensiero, sorrido.
Il pensiero è una visione che attraverso lo scrivere prende forma è la prova più evidente della nostra immortalità, attraverso quel nero inchiostro, ogni giorno si leggono vere opere d'arte e attraverso queste la musica che l'anima intravede, gli splendori posti al di là di ogni cosa... dove tutto diventa un simbolo, le sensazioni perdono la loro univocità, dove il profumo può avere una corrispondenza tattile o visiva.
  

 

Vorrei fossi qui
prima che sia giorno
guardarti negl'occhi
vedere quel rosso
la luna alle porte della notte
riposare ed ascoltare le mani
tra le forme dei nostri intrecci
nei silenzi dei desideri
la tua testa sul petto
tra carezze infinite
abbracciami.
 

 

La Natura è un tempio ove pilastri viventi lasciano sfuggire a tratti confuse parole; l'uomo vi attraversa foreste di simboli, che l'osservano con sguardi familiari. Come lunghi echi che da lungi si confondono in una tenebrosa e profonda unità, vasta come la notte e il chiarore del giorno, profumi, colori e suoni si rispondono. Vi sono profumi freschi come carni di bimbo, dolci come òboi, verdi come prati - altri, corrotti, ricchi e trionfanti, che posseggono il respiro delle cose infinite: come l'ambra, il muschio, il benzoino e l'incenso; e cantano i moti dell'anima e dei sensi.

 

Corrispondenze Charles Baudelaire. 

 

Se possiedi qualcosa... Il prezzo non significa nulla. Se trovi qualcuno disposto a pagartelo una fortuna, vale una fortuna. Se non trovi nessuno che lo vuole, non vale nulla. Ci sono cose che non hanno prezzo, sentirsi dire "amore" per me è inestimabile. 

in: life, frammenti
Scritto con un dito di sale da: Ragno000 alle ore 21:46 |Permalink |commenti (9)|commenti (9)(popup) |



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